8 ott 2009

Messina: Nubifragi, crolli e vittime e l'ultimo addio

Sono stati ritrovati i corpicini di Francesco e Lorenzo Lonia, i due fratellini di 2 e 6 anni, che risultavano ancora nella lista dei dispersi a Giampilieri dopo l'alluvione che si e' abbattuta nel messinese lo scorso 1 ottobre. I loro cadaveri sono stati recuperati a una decina di metri di profondita' e a circa 100 metri dalla loro abitazione. Nella tragedia ha perso la vita anche la madre Maria Letizia Scionti, il cui corpo senza vita era stato recuparato nei giorni scorso in via Puntuale. Con Francesco e Lorenzo sale a 30 il numero delle vittime della tragedia di Messina, mentre quello dei dispersi e' ora pari a sei.
Unione Europea, Stato e Regione siciliana hanno avviato, questa mattina a Roma, un “Tavolo Nazionale sul negoziato con la Commissione Europea per il reperimento dei fondi per il disastro di Messina”. A presiedere l’incontro è stato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, per la Regione siciliana ha partecipato l’assessore ai Lavori Pubblici, Nino Beninati. Erano presenti anche Antonio Tajani, vice-presidente della Commissione europea, Andrea Ronchi, ministro per le Politiche europee, Guido Bertolaso, capo della Protezione Civile e Aldo Mancurti, capo del dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica, del dicastero guidato da Claudio Scajola. “Ribadiamo –ha affermato l’assessore Nino Beninati - l’apprezzamento del governo regionale per la celerità e l’efficienza con la quale le istituzioni nazionali si sono attivate per far fronte alla sciagura che ha colpito la popolazione del messinese. Celerità nell’approntare una risposta operativa all’emergenza così come nell’attivare tutti i canali istituzionali per la soluzione delle criticità che il disastro ha generato ed evidenziato”. “E’ importante – ha continuato Beninati - che sugli interventi ci siano azioni e spesa centralizzati, caratterizzati dalla forte sinergia che i vari livelli istituzionali hanno fin qui dimostrato. La giunta Lombardo, infatti, ha già provveduto ad individuare nell’assessorato ai Lavori Pubblici il centro regionale di coordinamento con la Protezione Civile e l’Assessorato territorio ed Ambiente. Il mio assessorato sta già operando attraverso tutti i geni civili dell’isola. L’utilizzo delle professionalità interne proprio ai geni civili e dunque all’amministrazione pubblica, garantirà qualità e celerità di progettazione e di intervento, coordinamento fra i vari rami delle amministrazioni, ed economicità delle azioni. Di fatto la centralizzazione del livello decisionale e di quello di spesa sarà garanzia di tempestività”. Già per il prossimo 21 Ottobre, ha fatto sapere Antonio Tajani, è previsto il sopralluogo, nel messinese, del direttore delle Politiche regionali della UE, Raoul Prado. Il coordinamento Stato - Regione - UE sarà il centro decisionale ultimo per tutte le iniziative che andranno implementate per il risanamento delle zone colpite dall’alluvione. Tre i punti della strategia che si intende seguire: verifica dei residui eventualmente disponibili sui fondi 2000/2006, possibilità di accesso al Fondo europeo di solidarietà per le calamità naturali e studio delle risorse da stanziare a valere sui finanziamenti 2007/2013.
Dieci giorni dopo l'alluvione Giampilieri Superiore è un paese fantasma, Lucia Zagami è tra le poche persone ad essere rimaste. Porta due secchi d'acqua che riempie all'unica fontanella in funzione e li carica verso casa, "quella color rosa lassù - dice indicandola con un gesto della mano -. In via Madonna delle Grazie sono rimasta solo io, le altre case sono vuote".La strada dove abita Lucia è la "linea Maginot" del paese: verso la collina non c'è più nessuno e non si può neanche arrivare al cimitero, che non ha potuto accogliere i morti. Hanno portato le bare a Messina perché il camposanto non è accessibile.I morti di Giampilieri torneranno qui quando questa frazione di duemila anime, che finora conta 1 vittime sui 28 corpi ritrovati, sarà un posto sicuro. Anche il fratello di Lucia, Salvatore, riposa altrove. Per adesso è un via vai di ruspe, che nel dedalo di vicoli cercano di portar via la terra per trovare i piccoli Lorenzo e Francesco Lonia, 5 e 2 anni, tra gli otto dispersi del disastro.La loro mamma, Maria Letizia Scionti, l'hanno trovata davanti al portone di via Michelangelo Rizzo 1, che non è la casa dove abitava, ma l'ostacolo contro cui si è infranta l'onda di terra ed acqua che l'ha trascinata. Quella povera abitazione si è riempita di fango, l'hanno svuotata con una macchina che si chiama escavatore a risucchio, un mezzo che "innaffia" la terra indurita per poi aspirare la fanghiglia.Ma a lavoro finito in via Rizzo 1 hanno portato alla luce soltanto un divano ed un tavolo. Poi la macchina si è fermata, per oggi non c'è più acqua. Dieci giorni dopo, le operazioni degli uomini dei soccorsi vanno avanti: la piazza è una discarica di terra, tirata fuori dai vicoli, dal "Centro culturale", dove un biliardo tocca quasi il soffitto.I pompieri, che hanno ricevuto la visita del prefetto Francesco Paolo Tronca, capo del dipartimento nazionale dei vigili del fuoco, ripuliscono i mezzi come possono: un cacciavite serve a scrostrare il radiatore di una piccola ruspa e un badile è buono per sfangare l'abitacolo.Poi si ricomincia, passando e ripassando dal ponte sopra il torrente di cui, dieci giorni dopo, non si conosce ancora il nome: "Per noi - dice una signora - è la Ciumara storta di Giampilieri", cioè il fiumiciattolo che curvando tra le colline scende da Altolia fino al paese più a valle. Il torrente ha trovato la sua strada "bucando" i muri di terra sotto i ponti.

SPIRAGLI DI NORMALITA'. Nella scuola di Giampilieri, trasformata in una sala operativa dei soccorritori, il capo cuoco (non vuole essere chiamato chef) Santo Bombaci comincia a pensare cosa preparare per la cena. Qui si mangia quello che c'è. Da tre giorni, spiega, manca il pane, "cibo che riempie e che dà energie a chi lavora tutto il giorno: facciamo 600 pasti a pranzo ed altrettanti a cena.Oggi abbiamo pasta e un po' di carne, che serve anche per la gente del luogo. Non tutti hanno cosa cucinare a casa". Nel cortile della scuola Alessio, Emanuele, Alberto e Giacomo fanno quadrato seduti per terra o sulle sedie. Hanno da 14 a 16 anni, mangiano biscotti e bevono Coca Cola, "Alle 7 ce ne andiamo a casa. Qui non siamo rimasti in molti, i nostri compagni di scuola se ne sono andati a Mortelle, a Torre Faro, all'hotel Europa". È tutto molto sbrigativo da queste parti, le squadre dei vigili danno appuntamenti volanti alla gente che deve tornare nelle case pericolanti per prendere qualcosa. Hanno pochi minuti, poi devono scappar via.


LA RABBIA DEGLI SFOLLATI. Ognuno esprime la propria opinione a Giampilieri, ma su una cosa sono tutti d'accordo: da qui non ci muoviamo. Hanno saputo che Berlusconi vorrebbe costruire un villaggio o due altrove, ma dovrà vedersela con gli sfollati, che sono un coro: "se qui è così pericoloso, perché non ci hanno mandato via due anni fa, dopo la prima alluvione? Hanno aspettato che accadesse la tragedia e adesso, per rispetto dei morti, noi restiamo".


I FUNERALI. Scanditi i nomi e l'età delle 21 vittime del nubifragio: così, dopo la lettura del messaggio del papa, è cominciata la celebrazione dei funerali per le vittime del nubifragio, nella cattedrale di Messina. A ogni nome è seguito un forte e caloroso applauso. Un applauso è stato dedicato anche a "quelli ancora dispersi".Benedetto XVI nel suo messaggio ha invocato "eterna pace e vita senza fine per i defunti", facendo giungere ai familiari in lutto e ai feriti e supersiti "espressione della più intensa vicinanza insieme all'auspicio di un comune e generoso impegno per superare difficoltà e sofferenze causate dal tragico evento". Il pontefice ha affidato "quanti sono nel dolore alla materna intercessione della Vergine Santa". Nella cattedrale affollata di persone 21 bare avvolte nella bandiera tricolore tranne una, quella di una donna romena, con la bandiera del suo paese. I familiari di altri sei morti hanno preferito esequie in forma privata, mentre deve ancora essere riconosciuto il cadavere di uno dei morti estratti dalla macerie. Su ogni feretro cuscini di fiori rossi e le foto delle vittime. Tra le bare anche quella bianca della piccola Ilaria, 5 anni: legato c'era un palloncino bianco con il suo nome. Poco più in là altri due palloncini bianchi simboleggiano gli altri due bambini vittime della tragedia, Lorenzo, di 2 anni, e Francesco, di 6, i cui corpi non sono stati ancora recuperati.Seduta accanto alle bare dei suoi due figli morti a Giampilieri superiore Raffaella Maugeri, mamma di Leo e Cristian. I due fratelli di 23 e 22 anni sono stati trovati abbracciati sotto alla macerie della loro casa, in via Puntale. Il più grande studiava infermieristica al Policlinico, mentre il fratello minore voleva fare il muratore. Nella tragedia è morto anche il nonno dei due ragazzi, Letterio Maugeri, di 68 anni. Due donne, sedute tra i banchi dei familiari, hanno accusato un malore e sono state trasportate in barella fuori dalla Chiesa.I funerali sono stati celebrati dal vescovo della città, Calogero La Piana. Presenti tra le autorità, il premier, Silvio Berlusconi, il presidente del Senato, Renato Schifani, in rappresentanza del capo dello Stato, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, il ministro del'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo e il sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca."Il vostro silenzio - ha detto l'arcivescovo La Piana nella sua omelia -, miei cari fratelli defunti, è il grido più eloquente di ciò che tutti noi dobbiamo sperare, chiedere e gridare ai responsabili della cosa pubblica: restituiteci la serenità, dateci la garanzia di un piano di sicurezza, fatto di opere concrete e non di carte e di parole vuote e di circostanza. Perché simili tragedie non abbiano più ad accadere".Per l'arcivescovo "troppe parole - ha aggiunto - sono state dette. La parola più bella che abbiamo ascoltato è quella pronunciata attraverso gesti concreti ed eroici, parola gridata silenziosamente da numerose forze umane, dal loro faticoso e massacrante lavoro, dalla loro grande generosità e dal loro coraggio. In questi giorni sono stati ricordati i ripetuti appelli caduti nel vuoto, si è alzato con forza l'allarme di tanta gente. Ma a parlare oggi è soprattutto il silenzio di questi troppi fratelli e sorelle che hanno perso la vita nel tragico nubifragio. Basterà tutto questo? Cosa altro dobbiamo sentire ancora? Cosa altro dobbiamo ancora aspettarci perché avvenga una conversione, un cambiamento di rotta?".Stracolma la chiesa, tutti occupati i 750 posti a sedere. Secondo la Protezione civile la cattedrale può contenere non oltre 1.300 persone, ma i vigili urbani dicono che ce n'erano almeno 1.500. Nella piazza davanti al Duomo una folla di almeno 4 mila persone, secondo le stime delle forze dell'ordine; l'ingresso per motivi di sicurezza è stato consentito soltanto alle persone accreditate. L'amministrazione comunale ha deciso di privilegiare i parenti delle vittime e gli abitanti delle zone colpite. A conclusione dei funerali la benedizione delle salme. Benedizione in rito ortodosso per Monica Balascuta, la badante romena di 48 anni morta. Un grande applauso ha accolto la fine della cerimonia. I feretri sono trasportati fuori dalla basilica. Quello di Pasquale Simone Neri, morto per salvare diverse persone, è portato a spalla dai suoi commilitoni della marina militare.E più di mille persone hanno reso omaggio con una veglia funebre alle vittime dell'alluvione; durante la veglia momenti di intensa commozione, sopratutto tra i familiari delle vittime.Per la celebrazione del rito funebre, Messina si è fermata: negozi chiusi e saracinesche abbassate in tutta la città. La proclamazione del lutto nazionale era stata sollecitata nei giorni scorsi dal sindaco, Giuseppe Buzzanca, e dallo stesso vescovo. "Nella proclamazione non c'è stato alcun ritardo. Lo abbiamo deciso al primo Consiglio dei ministri utile", ha detto il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, liquidando così le polemiche.Il ministro ha detto che "Berlusconi si è assunto l'onere della ricostruzione e rispetterà tempi e modi. Bisogna fare chiarezza su quanto accaduto, ciascuno deve fare la sua parte: il governo, la magistratura e le istituzioni locali".


"La tragedia di Giampilieri forse si sarebbe potuta evitare. Quanto meno si sarebbero potuti attenuare gli effetti disastrosi. Se si fossero attuati tutti gli interventi sicuramente qualcuno avrebbe ora la coscienza più a posto di come l'avrà in questi giorni".E' amareggiato per le segnalazioni "sorde" che ha fatto in due anni il capo del Genio civile di Messina Gaetano Sciacca. L'ingegnere, che per due anni ha continuamente comunicato i rischi che c'erano a Giampilieri e Scaletta Zanclea dice: "Mi davano del menagramo. Sono stato offeso. Ero raffigurato come uno che rappresentava cose non vere. Probabilmente volevano un funzionario silente".Il tecnico che fu chiamato a redigere una perizia sullo stato dei luoghi di Giampilieri dopo l'alluvione dell'ottobre 2007, racconta ora quello che aveva scritto nella relazione consegnata al prefetto. "Dopo una serie di studi - dice in un'intervista a Primalinea, tg di Telecolor - emerse la necessità e l'indefferibilità di attuare interventi urgenti nella zona di Giampilieri e di Scaletta che erano già stati colpiti da nubifragi e che necessitavano di interventi immediati, di messa in sicurezza del costone, di interventi di sistemazione idraulica e di interventi per attenuare e di mitigare gli effetti"."Alle mie comunicazioni non è successo niente. Ho mandato diverse note al prefetto, visto che era lui il mio interlocutore (fu il sottosegretario Bertolaso a sollecitare la prefettura a compiere uno studio che fu affidato al Genio civile di Messina, ndr). Al prefetto - prosegue Sciacca - rappresentavo l'urgenza, la necessità di intervenire. Di tutta la mia attività ho informato sempre la Procura della Repubblica. Scrivevo nelle carte che c'era una situazione di pericolo". L'ingegnere Sciacca in particolare aveva segnalato "un dissesto idrogeologico unitamente ad un dissesto ambientale presente nella provincia di Messina, la mancanza di vie di fuga e poi la necessità immediata di mettere mano al Prg perchè è impensabile che si continui a costruire sulle colline".



Sarà indetta sabato prossimo, giorno dei funerali delle vittime dell'alluvione nel Messinese, una giornata di lutto nazionale, con esposizione a mezz'asta delle bandiere nazionale ed europea sugli edifici pubblici di tutta Italia. Il lutto sarà proclamato nella riunione del Consiglio dei ministri, in programma venerdì prossimo. Palazzo Chigi ha spiegato che si tratta di un "doveroso omaggio alle vittime". Il premier Silvio Berlusconi ha anche confermato al sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, la sua presenza a Messina nel pomeriggio di venerdì prossimo. Il presidente del Consiglio terrà un vertice sulla situazione del futuro degli sfollati e la loro sistemazione abitativa. Berlusconi sarà a Messina anche sabato 10, giornata nella quale parteciperà, insieme al presidente del Senato, Renato Schifani, ai funerali solenni delle vittime della catastrofe.Un lutto nazionale che comunque scatena ancora polemiche. Per Sonia Alfano, parlamentare europea dell'Idv, c'è un "colpevole ritardo in questa proclamazione. Messina e l'Abruzzo sono tragedie che non possono essere contrapposte perché in quanto tragedie meritano lo stesso rispetto umano e politico. Il lutto nazionale indetto per sabato arriva in un ritardo che fa male, lo dico da messinese e da persona che è stata impegnata a lavorare, come funzionario della protezione civile, all'Aquila".Il sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, che aveva lamentato una sorta di discriminazione nei confronti delle vittime dell'alluvione di Messina, definite "cittadini di serie B", ha invece espresso "il massimo apprezzamento" per la decisione.



"SOLO CINQUE EDIFICI ABUSIVI" - L'assessore regionale all'Ambiente Mario Milone intervenendo al dibattito in aula all'Assemblea siciliana, ha riferito che "dai rilievi cartografici risultano solo due edifici abusivi a Giampilieri e altri due o tre a Scaletta Zanclea colpite nei giorni scorsi dall'alluvione". "In questo caso dunque - ha aggiunto - è difficile dare la colpa di quello che è successo all'abusivismo. Ho confrontato i dati del volo aerofotogrammetico del 1998 con quelli del 2008. E nei due comuni in questione risultano solo quattro o cinque strutture abusive. Il problema semmai è che gli edifici di quei centri abitati risalgono anche a cento anni fa e tutto lascia pensare che siano stati realizzati con tecniche e materiali del tutto inadeguati a supportare eventi di questo tipo".Per Milone "la ricostruzione a Messina potrà essere ben più complicata che in Abruzzo: lì vi sono grandi spazi da sfruttare per costruire vicino ai centri abitati mentre a Scaletta e Giampilieri da un lato c'è la montagna e dall'altra c'è il mare. Per questo non escludo che la ricostruzione possa avvenire altrove. Non è facile dire quanto ci vorrà per verificare l'abitabilità degli edifici colpiti, ma è già al lavoro un gruppo di un centinaio di tecnici coordinati dalla provincia di Messina".



BERTOLASO E LE ACCUSE - Intanto il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, in un'informativa alla Camera sul disastro di Messina è tornato sulla polemica di ieri innescata dalle dichiarazioni di Buzzanca, che aveva definito "inattendibili" i bollettini meteo della Protezione civile. "Il sindaco è il capo della protezione civile nel suo territorio e condivide in pieno e fino in fondo le responsabilità che vengono ripartite dal centro e arrivano fino al livello più basso della catena di comando e controllo". Bertolaso ha riferito che prima del disastro avvenuto nella notte tra l'1 e il 2 ottobre, da parte del Dipartimento della Protezione civile erano stati emessi alcuni bollettini di avviso di avverse condizioni meteo che riguardavano la Sicilia. Un bollettino emanato nel pomeriggio dl 30, ha spiegato, "prevedeva all'inizio una situazione di criticità ordinaria per rischio localizzato per il giorno successivo richiamando l'esigenza da parte di tutte le autorità locali ad uno stato di attenzione e vigilanza. Cosa recepita dalla Regione Sicilia con una sua direttiva indirizzata ai sindaci che invitava ad uno stato di preallerta". In quel momento, ha osservato il capo della Protezione civile, "nessun modello di previsioni mostrava segnali di precipitazioni significative nell'area del Messinese. Infatti, la quantità di pioggia prevista risultava minore di 50 mm in 12 ore. Solo l'esperienza dei nostri previsori ha suggerito l'emanazione di un avviso meteo sull'area in questione".All'inizio, ha proseguito Bertolaso, "l'avviso era associato ad un bollettino di criticità ordinaria, ma questa criticità non deve essere interpretata nel significato comune di ordinarietà della situazione, ma nel senso che può essere gestita dalle strutture di protezione civile in modo ordinario. Non è possibile valutare con certezza la dinamica temporalesca, quindi si raccomanda vigilanza e presidio territoriale. È una terminologia tecnica sancita da procedure statali e regionali che deve essere conosciuta da chi ha responsabilità di protezione civile, dal capo del Dipartimento fino al sindaco del più piccolo paese"."Non tutto - ha detto ancora - si può prevedere da Roma, non si può prevedere se i temporali saranno più intensi 10 km più a nord o a sud di una certa località, per questo la procedura contempla la trasmissione delle informazioni alle Regioni e da queste ai sindaci interessati, nel presupposto che le autorità locali sono le uniche a conoscere gli effetti che un temporale può avere nel suo territorio".



IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI MESSINA, on. Nanni Ricevuto, ha incaricato l’assessore provinciale alla Solidarietà sociale, Pio Amadeo, di coordinare le operazioni di raccordo con Enti, Comuni, associazioni e privati. Una volta pervenuti nel centro di ammassamento di Roccalumera gli aiuti verranno razionalmente distribuiti a seconda delle esigenze e delle richieste del Centro di Coordinamento dei Soccorsi.
Qui di seguito si elenca, orientativamente, il tipo di aiuto sul quale indirizzare i donatori.
NON ALIMENTARI
Indumenti intimi (uomo e donna) NUOVI;
Vestiario, anche usato, ma pulito ed in buone condizioni (uomo/donna/ragazzi/bambini); Stivali dal n. 40 al 45; Scarpe (possibilmente nuove), pantofole ecc. (uomo/donna/ragazzi) dal n. 37 al n. 45; Calze uomo/donna/ragazzi/bambini); Prodotti per l’igiene individuale e intima; Detersivi, detergenti, spugne, pettini e spazzole; Asciugamani (varie misure) teli da bagno, salviette; Pannoloni e traverse per anziani e degenti; Pannolini per bambini, biberon e tettarelle; Vestiario per bambini da 0 a 14 anni; Assorbenti per donna; Fazzoletti usa e getta, carta igienica, rotoloni multiuso, guanti monouso, bicchieri monouso;
ALIMENTARI
Acqua (soprattutto), coca-cola, aranciata, thè, succhi di frutta (anche per diabetici); Fette biscottate, biscotti secchi, pancarrè; Zucchero, marmellate, caffè, nutella; Scatolette di carne e tonno; Scatolette di legumi vari (precotti); Frutta sciroppata (in barattoli); Latte intero, parzialmente scremato e scremato; Latte per bambini; Omogeneizzati vari/semolino ecc.; Pastina/pasta di ogni genere/riso; Olio, sale, pelati e salsa (solo barattoli NO vetro); Prosciutto cotto e crudo e insaccati vari; Formaggi vari e formaggini per bambini.
Le utenze telefoniche attive al centro di ammassamento (Palatenda) sono le seguenti: - 0942/747215 - 0942747216



BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA ha avviato una raccolta fondi per aiutare la popolazione colpita dall'alluvione in provincia di Messina. Chiunque voglia contribuire alla raccolta di solidarieta' puo' effettuare un versamento sul conto corrente numero 86300.93, aperto presso la filiale di Siena (codice filiale 5800), intestato "pro alluvionati Messina" (codice Iban IT 41 W 01030 14200 000008630093). Le donazioni sono esenti da qualsiasi spesa o commissione. E' possibile eseguire i versamenti anche attraverso il call center di Banca Mps, mediante bonifico o addebito su carta di credito, chiamando il numero verde 800414141. Tutte le filiali di Banca Mps sono a disposizione per fornire ulteriori informazioni.




48580 - Con un semplice SMS inviato da telefono mobile al numero 48580 si potrà donare 1 euro, che sarà interamente devoluto, con destinazione vincolata, alla popolazione di Messina colpita dall’alluvione.







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