Messina: Rettore da' il via all'autoriforma. Tagliati 18 milioni
Trasparenza e servizi. Parte da queste due premesse, in una gremita Aula Magna dell'Univerita', l'autoriforma scelta dall'Ateneo messinese e presentata oggi dal rettore Franco Tomasello che, snocciolando numeri e statistiche, lancia affondi e critiche, difende l'Universita' ed annuncia il nuovo corso di un Ateneo che ''sta gia' cambiando'', afferma. L'evoluzione e' richiesta dall'alto, dagli assetti di un Governo preoccupato dalla crisi in corso: ''quest'anno - esordisce il rettore - dovremo fare i conti con previsioni non rosee che vedono il nostro Ateneo, da sempre sovrafinanziato perche' gestore unico, fino a poco tempo fa, del Policlinico, ridimensionato da un taglio di 18 milioni''. Condizioni queste, ironizza Tomasello, che ''spingerebbero qualunque rettore e direttore amministrativo italiano a fuggire in Monzabico''. Ma al pessimismo lascia poi spazio la rivendicazione: ''dobbiamo essere orgogliosi di far parte di un Ateneo invidiabile, con i conti in pareggio, che investe davvero sulla ricerca, punto di forza della nostra Univerita'''. L'Universita', secondo il Magnifico, dovra' tornare alla sua missione: mettere al centro del sistema i giovani. Il valore aggiunto stara' invece nelle annunciate modalita' innovative di informazione: da oggi l'Ateneo si dice pronto a comunicare tutto nella logica della trasparenza. Da qui l'idea del rettore di dare il buon esempio. Con cifre e previsioni Tomasello spiega che la forbice che si e' creata tra i finanziamenti statali all'Ateneo e la sua effettiva valutazione. Una forbice che portera', per tutte le universita' italiane, non solo per l'Ateneo messinese, ad una riduzione degli investimenti. A Messina si quantificano in 18 milioni, ma si attende ancora la valutazione 2008. Il trend evidenziato dal rettore, comunque, risulta in crescita. Salgono le iscrizioni di studenti (''le tasse non saranno aumentate - conferma Tomasello), crescono i servizi, cresce l'investimento per la ricerca e maggiore saranno anche i fondi impiegati per ristrutturare il patrimonio immobiliare dell'Univerita' (annunciata anche l'istituzione della Giornata universitaria del patrimonio immobiliare), scendono le costose consulenze esterne (dai 332mila euro del 2004 ai 35mila euro del 2008). Ma su quali aspetti avranno conseguenze i tagli'? Il rettore fa intendere che l'Ateneo spende eccessivamente per il personale, soprattutto quello tecnico-amministrativo che dovrebbe essere il 50% di quello docente, ma cosi' non e'. Anzi, il personate TA, supera di un centinaio di unita' quello docente. Nel 2009 saranno previsti pensionamenti che farebbero risparmiare all'Universita' oltre 9 milioni di euro. Ma non basta. ''Ci sara' da tirare la cinghia - conclude Tomasello - ma l'Universita' e' forte, invidiata e ce la fara' a mantenere i livelli occupazionali, investire sulla ricerca, e restituire prestigio al buon nome dell'Ateneo''.