“Se si fosse fatta una corretta prevenzione, in Italia un cieco su tre non sarebbe cieco”. Lo ha detto l’avv. Giuseppe Castronovo, presidente dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità (IAPB Italia onlus), nella Sala Alessi (sede della Presidenza della Regione siciliana) durante la presentazione del programma “Vediamoci chiaro”. Si tratta di una campagna di prevenzione che - organizzata dall’IAPB e già promossa in Lazio, Campania, Calabria, Abruzzo, Molise, Friuli Venezia Giulia, Lombardia ed Emilia Romagna - sbarca quest’anno in Sicilia, la regione italiana con il maggior numero di ciechi (da 35.000 a oltre 55.000, a seconda delle fonti) e ipovedenti (90.000). Nell’Isola saranno interessati dalla campagna le scuole elementari di Palermo (16), Catania 88), Messina (12), Ragusa (1), Siracusa (2), Enna (10), Caltanissetta (22) e Trapani (17). Saranno coinvolti in totale 88 plessi scolastici e 13.917 alunni delle scuole elementari (e materne), oltre alle loro famiglie e agli insegnanti. L’iniziativa partirà entro la fine del mese e terminerà a gennaio del prossimo anno. “La campagna – ha aggiunto Castronovo – è rivolta ai bimbi delle elementari e delle materne, perché l’IAPB è convinta che occorra partire da loro per creare una nuova cultura della prevenzione della cecità. E’ insomma un problema culturale. Per esempio, se in Sicilia ci sono più ciechi che altrove è perché, fino a qualche tempo fa, erano frequenti i matrimoni tra consanguinei”. Nel corso dell’incontro, coordinato dal giornalista Giuseppe Lazzaro Danzuso, il prof. Sergio Damiani della Clinica oculistica dell’Università di Palermo, ha poi parlato della prevenzione delle patologie oculari in età scolare e prescolare, sottolineando in particolare di come sia “auspicabile sottoporre i bambini ad almeno tre visite prima dell’età scolare: una alla nascita, una a due-tre anni e una a cinque”. Invece, come risulta dall’indagine compiuta dagli esperti di “Vediamoci chiaro” nelle sette regioni finora sottoposte a screening, solo un bambino su tre, in Italia, viene sottoposto alla nascita a una visita oculistica. “E si tratta – ha spiegato il dottor Filippo Amore del Polo nazionale di servizi e ricerca per la prevenzione della cecità e la riabilitazione visiva – esclusivamente di soggetti a rischio, ossia i prematuri, più soggetti a patologie di questo tipo. La visita, invece, andrebbe estesa a tutti”.La manifestazione si è conclusa con la presentazione ai referenti delle scuole del Progetto didattico. Christian Zauli, presidente dell’Istituto italiano per la Crescita della Persona, ha illustrato il materiale didattico: gli spot e il fumetto “Vediamoci chiaro” con protagonista Bud Spencer, testimonial dell’iniziativa, un divertente Tg condotto da bambini in cui si parla dell’iniziativa e un questionario. “Ricordate – ha sottolineato Zauli – che in questo progetto culturale di prevenzione i protagonisti sono i bambini, ma anche gli insegnanti e i genitori.