16 ott 2008

La Protezione civile blocca l'impresa dell'alpinista scalzo sullo Stromboli

Tom Perry, camminatore e alpinista, non potrà scendere a piedi scalzi dalla Sciara di fuoco dell’isola di Stromboli perché troppo pericoloso. Lo ha deciso il direttore dell’Ufficio Previsione Valutazione Prevenzione e Mitigazione dei Rischi Naturali del dipartimento di Protezione civile nazionale Bernardo De Bernardinis che, oltre a rammentare le esplosioni vulcaniche e le frane, parla di «rischio concreto di emulazione» e di rischio per la vita di «eventuali soccorritori». Questo nonostante Perry, per la sua impresa, avesse chiesto aiuto anche al presidente della Regione Raffaele Lombardo; richiesta seguita dall’intervento del sindaco di Lipari, Mariano Bruno, che aveva formulato il nulla osta, chiedendo al Centro operativo avanzato di Stromboli di predisporre il percorso. Carmelo Nicoloso, la guida dell’Etna che coordinava l’impresa, ha espresso grande amarezza per la decisione della Protezione civile, sostenendo che «l’evento di Tom Perry allo Stromboli poteva offrire l’opportunità per accendere i riflettori su una risorsa che è un autentico patrimonio dell’Umanità». Perry era già venuto in Sicilia per mantenersi in allenamento in vista della difficile e rischiosa discesa dallo Stromboli. In quell’occasione, si era cimentato in un fuori programma mozzafiato sul cratere dell’isola di Vulcano, davanti alle telecamere della trasmissione di Raiuno «Lineablu»: la conduttrice Donatella Bianchi lo aveva intervistato proprio sul ciglio del cratere, con le fumarole in continua attività e l’aria quasi irrespirabile per la presenza di gas sulfurei. Al termine dell’intervista, aveva fornito una dimostrazione pratica di quanto sa fare, gettandosi a capofitto (e senza scarpe, naturalmente) dentro il cratere del vulcano: trecento metri di corsa, seguito dalle telecamere. Perry aveva illustrato l’impresa anche al Dalai Lama, incontrato di recente. L’evento sarebbe stato filmato con l’ausilio di un elicottero e due operatori fissi a terra; le immagini erano già state richieste, oltre che da Rai, Mediaset e Sky, anche da Cnn e Bbc.

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