14 mag 2012

CALCIO, il Sant'Agata raggiunge la salvezza


Nello spareggio play - out del ''Fresina'', travolto 5-0 il Casteldaccia. I biancazzurri di Bongiovanni e Sardo Infirri impiegano poco meno di un'ora per sbarazzarsi dei modesti palermitani presentatisi ad onor di firma in dieci uomini. Calabrese (doppietta) e Canfora aprono le danze nel primo tempo, Alioto e Milìa chiudono i conti ad inizio ripresa. 


Sant'Agata Calcio: Monastra n.g. (30' Riccobene 6), Rinaldo 6, Travaglia V. 6 , Prattella 6, Regina C. 6,5 , Travaglia W. 6 , Milìa 6,5, Patti 6,5 (25' Mercurio 6), Calabrese 7, Canfora 6,5, Naro 6 (25' Alioto 6). All. : Bongiovanni / Sardo Infirri 6,5.
Città di Casteldaccia: Gelfo 4,5, Caruso 5, Rizzo 5, La Rosa 6, Cimino 5, Bisignano 5, Ventimiglia R. 5 , Ventimiglia G. 5 , Poma 5,5 , Lepore 5. All. : D'Angelo 5.
Arbitro: Milana di Trapani 6.
Marcatori: 10' Calabrese (r.) , 16' Calabrese, 22' Canfora, 51' Alioto, 53' Milìa.





Il Sant'Agata passeggia sui resti del Casteldaccia, schiantato al ''Fresina'' con un sonoro 5-0. I biancazzurri di Bongiovanni e Sardo Infirri rimangono in Promozione consegnando agli almanacchi una tribolata stagione, mentre la compagine palermitana scende in Prima Categoria dopo nove anni raggiungendo le già retrocesse Sacro Cuore, Valle del Mela ed Aquila Bafia. A sorpresa, i casteldaccesi si presentano in terra santagatese con l'handicap di una palese inferiorità numerica (in campo soltanto dieci giocatori su undici previsti da regolamento..), ma riescono a stringere con forza i denti prima di sventolare bandiera bianca dopo 54' di gioco effettivo in balìa della furia avversaria. L'imbarazzante situazione ha scatenato le ire del presidente amaranto Sebastiano Benforte: il massimo dirigente ha stigmatizzato la diserzione di massa di alcuni giocatori con una nota di biasimo inoltrata agli organi federali competenti e portata a conoscenza della terna arbitrale nel pre - partita. Ma passiamo alla cronaca, priva di rilevanti contenuti tecnici a parte il resoconto delle marcature realizzate. Il Sant'Agata dimostra di non risentire della forzata rinuncia (per motivi di lavoro) al suo capitano Luciano Regina, e parte subito a razzo con l'intento di rompere gli indugi in proprio favore. Il vantaggio dei biancazzurri è nell'aria, e si concretizza dopo appena dieci minuti su calcio di rigore: Calabrese viene falciato in area da Rizzo, dal dischetto la trasformazione del veterano centravanti di origini sanfratellane è impeccabile. Intorno al quarto d'ora, il raddoppio: Milìa perde l'equilibrio davanti a Gelfo dopo una lunga galoppata palla al piede, ma il solito Calabrese è ben appostato nei paraggi e deposita in rete da due passi. Il 3-0 porta la firma del baby Canfora, con un delizioso pallonetto che elude la disperata uscita dell'estremo difensore ospite. In apertura di ripresa, micidiale uno - due dei padroni di casa, ancora carichi di adrenalina: il neo - entrato Mercurio dialoga sullo stretto con l'altro subentrato Alioto, rasoterra di quest'ultimo e Gelfo è battuto per la quarta volta. Milìa chiude la sequenza con un'insidiosa parabola da circa quaranta metri sulla quale il numero uno amaranto non è immune da responsabilità. A quel punto, la messinscena del ''casuale'' forfàit di tre giocatori del Casteldaccia fa venir meno il numero legale, costringendo il trapanese Milana a mandare anzitempo le due squadre negli spogliatoi: a far festa è il Sant'Agata.
(Gino Pappalardo)     

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