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| il centrocampista Stefano Prattella |
Allo ''Stagno D'Alcontres'' di Barcellona Prattella (doppietta) e Milìa stendono la già retrocessa Aquila Bafia. In mezzo, il gol di Mazzeo ad accorciare tardivamente le distanze. La classifica avulsa con il Collesano condanna i santagatesi a giocarsi la permanenza in Promozione nello spareggio da dentro o fuori con il Casteldaccia, in scena al ''Fresina'' tra due settimane.
Allo ''Stagno d'Alcontres'' di Barcellona il Sant'Agata batte 3-1 la già retrocessa Aquila Bafia. Per i santagatesi, una vittoria dal retrogusto amaro che non serve ad evitare la lotteria dei play-out: a parità di punti con il Collesano, l'undici di Bongiovanni e Sardo Infirri soccombe negli scontri diretti, favorevoli ai palermitani (0-2 al ''Fresina'' all'andata, 0-0 fuori casa al ritorno). Al contrario, verdetti già scritti da mesi per i bafiesi: l'ultimo posto solitario in classifica equivale ad un mesto ritorno in Prima Categoria dopo appena una stagione. Ma passiamo alla cronaca dell'incontro. Scontato il tema, con il Sant'Agata obbligato a vincere e sperare magari in buone nuove dagli altri campi, mentre la demotivata compagine di mister Monforte non ha più nulla da chiedere al campionato e fa la sua doverosa comparsa ad onor di firma. Il primo tempo, manco a dirlo, è un monologo degli ospiti: Prattella rompe gli indugi dopo venti minuti sbrogliando una mischia in area e depositando in rete da pochi passi. La reazione dei padroni di casa è piuttosto fiacca ed inconsistente, e così Milìa chiude di fatto i conti quasi allo scadere del parziale approfittando di un'indecisione del portiere Accetta. Il terzo sigillo dei santagatesi lo timbra ancora lo scatenato Prattella a metà ripresa, a coronamento un'azione personale andata in porto con successo. Ad un quarto d'ora dalla fine, il gol della bandiera per l'Aquila Bafia: autore il neo-entrato Mazzeo, il quale concretizza una proiezione offensiva corale ed insacca alle spalle di Monastra. Nel post-partita, il volto scuro del ''patròn'' Salvatore Bongiovanni è l'impietoso fermo immagine di un uomo rimasto sempre più solo a leccarsi le ferite e giunto ormai al capolinea della sua controversa avventura al timone del sodalizio biancazzurro. (Gino Pappalardo)
