18 gen 2012

Sciopero dei tir: Sicilia in ginocchio Benzina finita, assalto ai negozi

Terzo giorno in Sicilia del blocco dei tir, proclamato dal movimento Forza d'urto, sigla che raccoglie i camionisti aderenti all'Associazione imprese autotrasportatori siciliani, agricoltori riuniti sotto la sigla del Movimento dei forconi e pescatori che, da lunedì scorso, bloccano strade, ferrovie, porti, per protestare contro l'aumento del prezzo dei carburanti e delle tariffe autostradali.
La benzina è ormai quasi introvabile in tutta l'isola, anche i generi di prima necessità cominciano a scarseggiare in alcuni centri, nei negozi salgono i prezzi di frutta e verdura, gli scaffali nei supermercati si svuotano. A Palermo in gran parte dei supermarket scarseggia o è addirittura terminata l'acqua minerale.

BENZINA INTROVABILE - I blocchi stradali, che stanno fermando l'economia dell'isola, hanno avuto come primo effetto la presa d'assalto dei distributori di carburante, molti dei quali sono già a secco. Code interminabili si registrano alle pompe di benzina. A Catania il 95% delle aree di servizio è chiuso. Scene indescrivibili in alcuni punti di Palermo, come in viale Campania, dove stanno operando gli agenti della polizia municipale che sono intervenuti per regolare il traffico e per placare gli animi accesi degli automobilisti esasperati. In piazza Virgilio, davanti ad uno dei distributori, si è creata una fila chilometrica che ha mandato in tilt la circolazione stradale e bloccato il traffico. Auto incolonnate lungo viale Regione siciliana nei pressi delle pompe di benzina.

IMMIGRATO AGGREDITO A PORTO EMPEDOCLE - Un senegalese è stato preso a sprangate alla testa, ed è finito in ospedale, perchè si è permesso, nella tarda serata di ieri, di rimproverare un automobilista di 30 anni che aveva sorpassato la fila chilometrica di automobilisti, incolonnati per fare rifornimento al distributore di carburante sulla statale 115, a Porto Empedocle. L'aggressore, C. D., è stato denunciato, alla procura, dalla polizia per lesioni personali gravi e per porto di oggetti atti ad offendere.

AIAS INCONTRA LOMBARDO - "Domattina a Palermo incontreremo il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, i Prefetti della Sicilia e presenteremo le nostre richieste". L'annuncio è del presidente dell'Aias, Giuseppe Richichi. L'incontro, organizzato dai Prefetti siciliani, è in programma domani alle 10, a Palazzo d'Orleans. "Il problema - ha detto Richichi - non è di facile soluzione. I signori della grande distribuzione la fanno da padroni, perchè non c'è questa filiera lunga della quale parlano. Si tratta di un passaggio dal mondo produttivo ai supermercati. Gestiscono loro questo monopolio".

AUMENTANO I BLOCCHI - A Palermo continua il presidio davanti all'ingresso del porto e nei pressi della circonvallazione, all'ingresso di via Oreto e all'altezza dello svincolo di Villabate. Lungo lo scorrimento veloce Palermo-Agrigento, allo svincolo per Bolognetta, ci sono un centinaio persone e una quarantina di mezzi pesanti. Un nuovo presidio è previsto nei pressi dello svincolo per Lercara Friddi. Per Franco Calderone, del movimento Forza d'Urto, "la protesta sta andando avanti in maniera egregia". "Lo dimostra - dice - il fatto che spontaneamente la gente si è unita a noi, dandoci la possibilità di organizzare un altro presidio sulla Palermo-Agrigento. Non si capisce, però, perchè la nostra protesta venga criminalizzata".

Nel Catanese due nuovi presidi si sono aggiunti stamattina a quelli già esistenti da ieri: lungo la Statale 385, all'altezza del bivio di Mineo, e a Caltagirone, nella zona del cimitero. Si aggiungono a un blocco lungo la statale Catania-Gela, all'altezza del bivio Iannarello, a uno già esistente nei pressi di Castel di Judica. Permangono i blocchi organizzati a Catania, nel piazzale antistante il porto; nella Zona industriale, all'altezza della Rotonda della VIII Strada; nei pressi dello svincolo Paesi Etnei della Tangenziale; ad Acireale, all'altezza del bivio dell'hotel Orizzonte, lungo la Statale 114; nei pressi della frazione Trepunti, a Giarre. Nel Messinese, sit-in ai caselli di Villafranca Tirrena (versante tirrenico) e Tremestieri (jonico), con i camion disposti lungo i lati della carreggiata, per consentire il passaggio delle vetture. Nella città dello Stretto, invece, i tassisti hanno organizzato un corteo di protesta che ha attraversato le strade principali.

AGRIGENTO: TRATTORI IN CENTRO E ASSALTO AI NEGOZI - Ad Agrigento venti trattori di manifestanti che aderiscono alla protesta Nuovi vespri sono entrati in città. Dopo avere raggiunto prima piazza Vittorio Emanuele e poi piazzale Rosselli, hanno lasciato il centro per dirigersi nuovamente verso la Statale 189 per Palermo.

Tutti i distributori di benzina sono ormai chiusi, tranne quello del quadrivio Spinasanta e quello sulla statale 115, in territorio di Porto Empedocle. Le file di automobilisti davanti alle due aree di servizio sono chilometriche, le scorte si vanno assottigliando ed entro la giornata è probabile che finiscano. Presi d'assalto anche i supermercati: gli agrigentini - temendo che i blocchi stradali dei tir proseguano a oltranza - stanno facendo scorta di pasta e alimenti a lunga conservazione.

"Il blocco dei tir non sta provocando caos nel territorio di Agrigento - precisa il sindaco Marco Zambuto -, dove gli unici disagi interessano i molti automobilisti in coda presso i pochi distributori di benzina che non hanno ancora esaurito le scorte. Lo svolgimento della protesta è sotto controllo e costantemente monitorato dagli organi di sicurezza che hanno mobilitato tutti gli uomini per assicurare l'adeguata assistenza alla cittadinanza. Nei supermercati l'affluenza è regolare e paragonabile a quella di un giorno di festa, senza nessuna corsa alla scorta alimentare".

STUDENTI IN SCIOPERO. Dopo tre giorni di protesta in Sicilia si mobilitano anche gli studenti delle scuole superiori. Con un passaparola su facebook gli studenti siciliani hanno dato vita a un comitato di supporto alla protesta dei lavoratori, promuovendo per venerdì uno sciopero regionale in tutte le scuole. Gli studenti assedieranno pacificamente, in tutte le città siciliane, i palazzi del potere, "simbolo dell'incapacità della classe politica di difendere i legittimi interessi del territorio". La protesta contro il caro-vita, generato soprattutto dall'aumento del costo della benzina e della pioggia di tasse imposte dal governo Monti, non riguarda soltanto lavoratori e categorie produttive ma anche gli studenti che stanno subendo più di tutti gli effetti della crisi economica.

GELA: FUNERALE PER L'AGRICOLTURA - Un corteo funebre, con canti e litanie, è stato simulato da un centinaio di dimostranti del movimento dei forconi che stamane protestano anche a Gela. Il corteo ha raggiunto piazza Municipio. Al centro della piazza è stato allestito un feretro, composto da un tronco d'albero a forma di croce, con attorno carciofi, peperoni, arance e melanzane, al posto dei fiori. "Un ricorso alla metafora - hanno detto gli organizzatori - per denunciare con forza la morte dell'agricoltura siciliana". Massiccio il presidio sulla Statale 115 per Vittoria, la strada principale per raggiungere le campagne dove predominano le colture in serra. I presidi alle porte della città gelese e dello stabilimento petrolchimico intanto sono diventati blocchi invalicabili. La direzione della raffineria ha convocato i sindacati chimici per un esame congiunto della situazione d'emergenza venutasi a creare per il mancato arrivo del personale turnista, bloccato dai dimostranti.

Sempre nel Nisseno, sindaci e vertici provinciali delle forze dell'ordine sono riuniti nella prefettura di Caltanissetta per un esame della situazione. Sul tavolo del confronto anche le condizioni di sicurezza del petrolchimico di Gela, minacciato dal mancato arrivo del cambio turno, alle 6 e alle 14 di oggi. Il personale che sta facendo marciare gli impianti è in servizio ininterrottamente da ieri sera alle 22, cioè da 18 ore. Alle 14 i lavoratori turnisti sono stati fatti salire su alcuni pullman, che, scortati dalla polizia, hanno tentato di superare i blocchi, ma invano. Mezz'ora dopo un autobus con 50 operai è riuscito a passare.

La tensione davanti al petrolchimico di Gela si è allentata grazie alla mediazione del prefetto, Umberto Guidato: contadini e autotrasportatori in sciopero si sono impegnati ad allentare i blocchi per consentire il passaggio dei lavoratori turnisti. E' stato così scongiurato il pericolo di una fermata generale e improvvisa dello stabilimento che - come paventato dall'azienda dell'Eni - avrebbe potuto comportare rischi per le maestranze, gli impianti e l'ambiente. Alle 17.30, il personale che era in turno dalle 22 di ieri sera ha potuto ricevere il cambio e tornare a casa dopo quasi 20 ore di lavoro.(la sicilia)

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