25 gen 2012

Comunicato Stampa: Una rinnovata solidarietà per il lavoro. Lo chiede la Presidenza Provinciale delle A. C. L. I. di Messina entrando nel merito della vertenza denominata “Servirail 85”.‏

Riceviamo e pubblichiamo


Sulle gravi conseguenze infatti in termini di marginalità territoriale e sociale derivanti dalla decisione assunta a Dicembre dalle Ferrovie dello Stato è indispensabile una riflessione e ad un’ azione comune di tutta la società civile.

E' chiaro a tutti purtroppo che con le ultime scelte di soppressione dei treni notte a lunga percorrenza e ancor prima con la riduzione dei treni, siamo dinnanzi ad una reale mancanza di volontà politica finalizzata al riequilibrio del sin troppo evidente divario infrastrutturale Nord-Sud e in modo particolare di quello riguardante il settore ferroviario.
E' necessario invece, ad avviso della Presidenza delle Acli (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani), un confronto anche serrato ma produttivo tra Stato-Regione-FS per una programmazione, una progettazione di una rete ferroviaria moderna, efficace e caratterizzata da standard di civiltà Europea; condizione necessaria però, per tutto questo, è senza dubbio il ripristino immediato dei treni a lunga percorrenza soppressi e il conseguente recupero dei posti di lavoro!
La questione della soppressione dei treni a lunga percorrenza rischia di mettere ancor di più in ginocchio il tessuto sociale messinese con questa ulteriore e grave perdita occupazionale, motivo per cui anche le Acli Messinesi ritengono urgente ed indispensabile realizzare quel fronte istituzionale, politico e sociale per far rivedere le scelte, avere un maggiore peso negoziale e far rispettare quel diritto universale
al riequilibrio infrastrutturale per tutta la comunità siciliana da parte del Governo Centrale e dei parlamentari siciliani.
La maggiore preoccupazione è rappresentata dal fatto che i tagli effettuati da FS oltre ad aver determinato il licenziamento di 85 persone possano provocare, ad effetto domino, la perdita di altri posti di lavoro nell’esercizio ferroviario.
Occorre quindi unire le forze di tutta la società civile e delle organizzazioni sindacali per fermare questo attacco che sta creando solo disoccupazione e disagio verso i
cittadini siciliani, considerata peraltro l'assenza di collegamento con il Nord.
Tutto questo premesso, - conclude il Presidente Provinciale delle Acli di Messina, Antonio Gallo - , ritenendo troppo lontana la data del 2 febbraio per conoscere il futuro di questi lavoratori e considerate le deludenti risposte ottenute a Palermo nell'ultimo incontro di venerdì scorso, in cui le Ferrovie hanno proposto una ricollocazione nel settore degli appalti di servizi come le pulizie, l'assistenza ai disabili e la micro manutenzione, propone di
impegnare congiuntamente i Sindacati Confederali, i Lavoratori, il Governo Regionale, le Amministrazione Locali, i Parlamentari Siciliani e tutto il mondo della società civile attento alle problematiche del lavoro al fine di far invertire la politica delle FS e ripristinare treni e servizi.
F.to Antonio Gallo
(Presidente Prov.le A.C.L.I. Messina)

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