Lo scrittore e giornalista Paolo Di Stefano ha presentato a Oliveri il suo libro verità “La catastròfa Marcinelle 8 agosto 1956”. Nel suggestivo ed evocativo contesto della Tonnara, di fronte ad un pubblico numeroso ed attento, si sono letteralmente materializzate le vicende del tragico incidente nella miniera di Marcinelle in Belgio grazie alle voci dei giovani del Gruppo “Radici nostre”, protagonisti del progetto “I Confini del mare gli orizzonti della terra”, che hanno illustrato e letto alcuni brani dell’opera.
L’incontro è stata una occasione per richiamare dall’oblio una vicenda dai numerosi profili rimasti ancora oscuri dopo più di cinquant’anni. La polifonicità delle testimonianze dei sopravvissuti, nei loro dialetti d’origine, fusi al francese acquisito per necessità, ed erosi dalla silicosi e dal tempo, ha ridato vita a storie vere, fatte di un’epica forte e virtuosa, quella del lavoro ad ogni costo, per riscattare se stessi e le proprie famiglie dalla povertà. Un riscatto pagato da molti con la vita. Assieme alle voci dei testimoni sono stati rivisti gli atti parlamentari, i documenti processuali, l’omelia del vescovo, in un cadenzato percorso umano che parlava da solo, attraverso le pagine di un libro articolato, tra tratti storici, sociologici e politici. Toccante l’intervista con lo scrittore che ha sottolineato la casualità dell’ispirazione del libro e poi la necessità di dare voce alla testimonianze raccolte. Ed era come se le voci dei testimoni avessero scavato dei solchi profondi nell’anima dell’autore, tanto era vivo e presente il ricordo di ogni personaggio, di ogni singolo fatto, del più minuto dettaglio. Grazie alla sua presenza il romanzo è stato analizzato sotto tre profili, quello umano del racconto, quello testimoniale degli atti, quello dinamico del viaggio attraverso le testimonianze dei sopravvissuti. L’incontro con Paolo Di Stefano è stato il quarto dei cinque appuntamenti del progetto “I confini del mare, gli orizzonti della terra” nell’ambito del bando “Giovani Energie in Comune” promosso dal Dipartimento della Gioventù - Presidenza del Consiglio dei Ministri e dall’Anci Associazione Nazionale dei Comuni Italiani. Il progetto è realizzato dal Comune di Oliveri in qualità di capofila, dal Comune di Santa Lucia Del Mela, dal Comune di Valdina, dal Comune di Roccavaldina e dal Comune di Monforte San Giorgio in partenariato con l’Asp di Messina e l’Istituto Luigi Sturzo di Roma. Al Tavolo dei relatori assieme a Paolo Di Stefano il sindaco di Oliveri Michele Pino che ha colto l’occasione per parlare oltre che del libro anche del lavoro e delle tipicità di Oliveri quali risorse preziose da promuovere per potenziare l’economia locale e l’attrattività del territorio. Hanno preso parte ai lavori anche Francesco Pino, presidente del consiglio comunale e Daniela Bonanzinga, anima culturale e referente del progetto. Protagonisti della serata sono stati i giovani di “Radici nostre” amabilmente e virtuosamente seguiti dalla professoressa Mariella Sclafani. Grazie a loro, immagini, suoni ed emozioni sono diventati un tutt’uno efficace attraverso il quale è stato possibile ridare voce e rendere giustizia a tanti italiani dimenticati dalle istituzioni, attraverso le righe di un vero reportage con l’anima di un romanzo. (MDG)