Sarà inaugurata lunedì prossimo 08 agosto alle ore 20,00, un’antologica delle opere più significative create dagli artisti che si sono alternati negli anni settanta a Capo d’Orlando. La rassegna, ospitata nelle sale della Pinacoteca Comunale, resterà aperta fino al 23 ottobre dalle ore 9,00 alle ore 13,00 e dalle ore 19,00 alle ore 23,00.
Capo d’Orlando riscopre la sua storia culturale ed artistica e per ciò stesso storia civile che ha avuto nella mostra nazionale di arti visive, “Vita e Paesaggio” il suo punto di forza e il connotato peculiare.
Una vicenda artistica, partita nel 1955, che si è collocata a pieno titolo nel filone nazionale e in certi momenti internazionale, della pittura e delle nuove espressioni visive. Una storia esemplare che è radicato patrimonio della comunità Orlandina e che ora il Comune di Capo d’Orlando ha deciso di organizzare.
L’esigenza di predisporre una mostra sugli anni ’70 è spiegata dal responsabile alla Cultura Giacomo Miracola: “A guardare indietro agli anni ’70, scopriamo un panorama vario, originale, ricco di fermenti e di emozioni. Questo periodo ha segnato una fase di discontinuità con la pittura tradizionale, ha spalancato le sue finestre alle innovazioni proposte dal dibattito artistico-culturale che si andava sviluppando in campo internazionale. Quando tutti i giochi apparivano essere fatti, gli artisti incarnarono il rifiuto dicendo no al conformismo, al potere, alla violenza in tutte le sue forme. Le opere di quel periodo – continua Miracola – sono nate con la trepidazione della ricerca, nel tentativo di riaffermare i valori della libertà e della creatività. Gli artisti, personaggi emblematici di una nuova resistenza, hanno attraversato continenti e nazioni. Per un attimo hanno sostato a Capo d’Orlando che, nell’incontro con l’arte contemporanea, è diventata una sorta di città rifugio dei pittori in ragione delle scelte operate dando spazio alle avanguardie, alla sperimentazione e alla ricerca di nuovi linguaggi grazie all’apporto di personaggi che hanno segnato la strada e gli indirizzi della rassegna: Vittorio Fagone che per lunghi anni ne è stato il curatore, Basilio Reale e Giuseppe Sicari che, fin dagli anni ’50, ne sono stati gli animatori appassionati e intelligenti al pari dei sindaci della città che si sono succeduti a partire dal 1955 e, sul piano organizzativo, a Tano Cuva e ai collaboratori che lo hanno affiancato. Questa mostra è anche un omaggio a tutti loro. Oggi come allora – conclude l’artista Orlandino – possiamo vedere riaffiorare, a tratti, gli stessi motivi di indignazione, di anticonformismo e di impegno che hanno caratterizzato gli anni ’70 che, come allora, nascono da una contestazione sociale e dal decadimento della partecipazione democratica”.
Il ruolo della Mostra “Settanta” diventa quindi quello di cogliere questo fervore culturale e sociale attraverso le sperimentazioni visive degli artisti di quegli anni, permettendoci di capire le rivendicazioni dei movimenti della società civile per intraprendere un cammino condiviso di conoscenza e di azione con l’intento di creare nuove pratiche sociali.
“In un mondo che cambia con la rapidità di cui tutti siamo consapevoli non è ipotizzabile un’arte immobile, dal momento che l’opera d’arte entra inevitabilmente in rapporto dialettico con il contesto culturale in cui si esprime e con ogni attività dell’uomo” scriveva Basilio Reale. (comune)
