7 lug 2011

Patti. Furti in abitazione: si accertavano dell'assenza dei padroni e mettevano a segno i colpi. I carabinieri arrestano due donne


Citofonavano, o suonavano al campanello della porta d'ingresso delle abitazioni prese di mira. Appena i padroni rispondevano andavano via, perchè a loro interessavano gli appartamenti, non le persone. Lo hanno notato i carabinieri dela compagnia di Patti, da giorni in servizio intensificato di pattugliamento proprio a seguito di alcuni furti in appartamenti nelle località Playa e Cuturi. I militari dell'Arma hanno quindio deciso di verificare e hanno fermato due donne di nazionalità croata, di cui una in evidente stato di gravidanza e l'altra con un bimbo di pochi mesi in braccio. Si tratta di D. D., 30 anni, ed E. H., 32.
Le due sono state fermate mentre erano a bordo di un'auto, al cui interno sono stati trovati cacciaviti di grosse dimensioni e grimaldelli atti allo scasso. In caserma, dove sono state condotte, i carabinieri hanno poi scoperto che D. D. era destinataria di un ordine di carcerazione emesso, lo scorso mese di maggio, dal Tribunale di Ragusa per scontare una pena definitiva di 3 anni di reclusione per un furto in abitazione, nonché di un ordine di cattura emesso nel mese di ottobre 2010 dalla Procura della Repubblica di Palermo, perchè ricercata e dichiarata in stato di latitanza in quanto ritenuta responsabile di alcuni furti commessi nel capoluogo siciliano. Si è scoperto inoltre che le due donne avevano più volte dichiarato false generalità, che la patente di E.H. era falsificata e che l'auto era intestata ad un pregiudicato di Torino ed era stata posta sotto sequestro. per loro si sono aperte le porte del carcere di Gazzi.(98CENTO)

Notizie dalla Sicilia

ARCHIVIO NEWS