Messina: Dipendente comunale intasca 3000 € per atto contrario ai doveri d'ufficio
La Sezione di P.G. della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Messina ha notificato ieri ad un dipendente comunale l’Ordinanza di Misura Cautelare interdittiva della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio di cui è in atto investito presso il Comune di Messina per la durata di mesi 2, in quanto indagato per i reati di cui agli artt. 110, 319 e 321 c.p.. La misura cautelare è scaturita da articolate indagini svolte dalla Polizia dalle quali è emerso che, nel mese di luglio del 2008, il dipendente comunale aveva ricevuto indebitamente da un cittadino, anch’egli indagato, la somma di 3000,00 euro in contanti, con la promessa di effettuare un cambio di destinazione d’uso da garage ad attività commerciale di un immobile. Tale atto, contrario ai doveri d’ufficio, avrebbe comportato un aumento di volumetria non giustificata del bene in violazione delle disposizioni normative in materia. Le indagini erano scaturite da una prima denuncia dello stesso dipendente comunale, che riferiva di esser vittima di una persecuzione telefonica da parte del proprietario del garage in questione. Nella fase successiva delle indagini, invece, emergevano i reali motivi sottesi alle pressioni di quest’ultimo, volte ad ottenere la restituzione dei 3000 euro già consegnati, avendo questi appreso che l’intervento promesso dal dipendente comunale per rimuovere gli ostacoli burocratici all’approvazione della pratica d’interesse non aveva ancora avuto esito positivo.(PS)