Falcone: Morte di Grazia Marino, lasagne "scagionate" dalle analisi. L'avvocato Candido: "dovevano essere rappresentate anche le parti offese"
Non c’è traccia di salmonella o altri batteri nocivi nelle lasagne analizzate. Lo hanno stabilito le analisi chimiche effettuate sugli alimenti sequestrati nella rosticceria di Falcone oggetto di indagine a seguito della morte di una donna di 74 anni. Una perizia, questa, che andrà contestata. I risultati delle analisi sulle lasagne che avrebbero provocato, il 10 agosto scorso, la morte di Grazia Marino, 74enne messinese in vacanza a Falcone, non convincono l’avvocato Bonni Candido. Il legale nominato dalle sei persone che, secondo l’ipotesi d’accusa, sarebbero state intossicate dopo aver ingerito le lasagne acquistate presso la rosticceria di Falcone, contesta la mancata convocazione delle parti offese alle analisi degli alimenti sequestrati nell’immediatezza della morte della Marino all’interno del locale inquisito.“Si tratta di un atto unico ed irripetibile - ha detto l’avvocato Candido - e pertanto occorreva che anche la famiglia Marino fosse rappresentata da un proprio perito”.Il legale, inoltre, contesta il fatto che gli alimenti presi in esame non siano quelli ingeriti dalle sei persone che hanno accusato sintomi di intossicazione: “le analisi - dice - devono essere effettuate sugli stessi campioni di pasta che avrebbero provocato l’intossicazione, non su altri". Intanto l’avvocato Candido è stato chiamato a rappresentare anche le due ragazze di Terni che, sempre il 10 agosto, dopo aver mangiato la stessa pietanza acquistata alla rosticceria di Falcone, presentando gli stessi sintomi dei sei intossicati, sono state ricoverate all’ospedale di Patti.Sul fronte opposto, gli avvocati Nino Favazzo e Carmelo Pirri, che difendono il titolare dell’esercizio commerciale, sulla scorta dell’esito negativo delle analisi, intendono chiedere il dissequestro dello stesso al magistrato inquirente. (98cento)