24 lug 2010

Card. Bagnasco: «Più sobrietà nei matrimoni»

Un invito a celebrare i matrimoni «curando la liturgia all’insegna della massima sobrietà, senza nulla concedere a originalità e personalismi» è stato fatto dall’arcivescovo di Genova e presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco, nell’omelia per la celebrazione dell’avvio del nuovo anno pastorale.

(ilsecoloxix.IT, 28 settembre 2008) Bagnasco si è anche lasciato andare a un’esclamazione sulla capacità di vivere i sentimenti - «quanta confusione sul concetto di amore», ha detto dopo avere concluso una lettura - dopo una riflessione sulla necessità di una maggiore educazione affettiva. Secondo quanto spiegato da Bagnasco, la pastorale familiare rimanda al più ampio compito dell’educazione affettiva e riguarda l’amicizia, i gruppi, la coppia e la famiglia. Emergono numerose problematiche, ha aggiunto Bagnasco, di cui tutti devono farsi carico: «Tutti siamo coinvolti, e nessuno dica non mi riguarda».

Sui matrimoni, il cardinale ha invitato i cristiani a svolgerli «all’insegna della sobrietà» perché «comportamenti e prassi diversi, se non addirittura opposti, sarebbero motivo di confronto e giudizio che non alimentano la comunione ecclesiale».

Sempre secondo Bagnasco, evangelizzazione e cura pastorale della famiglia sono le strade da percorrere per rispondere all’attuale crisi della famiglia e del matrimonio. Il cardinale ha affermato che «se la coppia e la famiglia sono esposte a molteplici difficoltà, sono in crisi, tali difficoltà non sono inerenti all’istituto matrimoniale, ma sono inerenti alla persona, alla sua struttura formativa. E sono anche di ordine culturale e sociale».

«I rapidi cambiamenti del mondo - ha aggiunto Bagnasco nell’ omelia - rendono più complessa la vita di tutti. Sembra che gli uomini siano diventati irraggiungibili, quasi impermeabili al messaggio cristiano, che rimane però sempre valido».

Per questo «la comunità cristiana - ha aggiunto il cardinale - è sfidata non ad adulterare la dottrina del matrimonio e della famiglia, ma, al contrario a esprimerla nella testimonianza di vita». (artcolo segnalato da Mons. P. A. Spiccia)

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