OPERAZIONE LIBECCIO, DUE SCARCERAZIONI
Il tribunale della Libertà ha annullato l'ordinanza che il 21 maggio scorso ha portato in carcere M.P., 43 anni, e il marito F. B. S., 48 anni, accusati di aver imposto il pizzo per il clan tortoriciano ad una ditta di Vicenza, titolare del cantiere per la realizzazione del parco eolico a Floresta. Resta in carcere il figlio S.B.S., 24 anni. I carabinieri hanno scoperto che la longa manus del clan oricense era arrivata al realizzando parco eolico di Floresta. L'impresa che ha avuto l'appalto della realizzazione dell'impianto (ed è impegnata nel paleolico anche in altri comuni dei Nebrodi), era stata costretta ad assumere il figlio 24enne al servizio di "guardianìa" del cantiere e la moglie M., come impiegata nel servizio di pulizie. Figlio e madre, però, a lavoro non ci sono mai andati. Secondo i carabinieri l'assunzione dei due ha costituito il pizzo che l'impresa ha pagato alla criminalità locale per garantirsi la sicurezza sul cantiere. Il giorno dopo l'assunzione di S.B.S., nel luglio dello scorso anno, infatti, sul cantiere erano stati ritrovati due impianti rubati due settimane prima. (normanno)