15 feb 2010

San Fratello, il sindaco: "Il paese è in ginocchio, non va abbandonato"

(foto Ansa)

La "ferita" che taglia in due San Fratello ha reso inagibili scuole, chiese e abitazioni, ha piegato pilastri, ha sventrato muri mettendo a nudo gli interni delle case ha accartocciato l'asfalto. L'onda lunga della frana si è abbattuta come uno tsunami anche su altri paesi vicini: Sant'Angelo di Brolo, Raccuja e Tusa, dove sono scattate ordinanze di sgombero per le case "a rischio". Ma il paese scivola verso il mare, così come la gente in fuga. La maggior parte dei 1.500 residenti ormai senza casa sta infatti cercando rifugio nelle zone marinare di Acquedolci, un tempo frazione di San Fratello, o a Sant'Agata di Militello. Le strade sono invase da fuoristrada, motoape, auto cariche di masserizie. Sembra una scena di guerra: la fuga dopo il bombardamento. Coinvolta quasi metà dei circa 4 mila abitanti, tra le persone raggiunte dall'ordinanze di sgombero e chi abbandona il paese a scopo precauzionale. La gente scruta il cielo, per vedere se la pioggia tornerà a cadere, e nello stesso tempo controlla l'andamento della frana il cui fronte si allarga inesorabilmente. Non ci sono fortunatamente feriti; solo un'anziana colta da malore e trasportata in ospedale con un'ambulanza. Le due scuole, elementare e media, hanno i pilastri piegati dalla furia del terreno che continua a scivolare a valle. Il sindaco di San Fratello, Salvatore Sidoti Pinto, scuote la testa sconsolato: "Quello che si può fare le istituzioni lo stanno facendo, ma il paese è in ginocchio. Non va abbandonato, dobbiamo fare il possibile perchè la gente torni nelle loro case, altrimenti questo diventerà un paese fantasma". (La Sicilia)

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