25 lug 2009

UNIVERSITA': MENO FONDI A MESSINA E PALERMO

Il decreto di finanziamento degli atenei italiani, silgati oggi dal Ministro Gelmini, introduce per la prima il criterio meritocratico. Una parte dei fondi destinati alle università è stata infatti distribuita sulla base di nuovi criteri di valutazione della qualità. Il 7% del Fondo di finanziamento ordinario, cioè 525 milioni di euro, è stato assegnato in base alla qualità della ricerca e della didattica degli atenei. In particolare i due terzi di questo fondo sono stati assegnati in base alla qualità della ricerca, un terzo in base alla qualità della didattica. Agli atenei classificatisi in coda andranno di conseguenza meno risorse. Ben 27 le università oggetto dei tagli, tra le quali Messina e Palermo. "Non me la sento di commentare nello specifico - ha spiegato il rettore di Messina, Franco Tomasello - fino a che non leggiamo il decreto non possiamo renderci conto esattamente di quali siano stati i criteri adottati per stilare la classifica". Tomasello non sembra scoraggiato per l'ennesimo piazzamento negativo dell'università messinese. Aveva già fissato per martedì prossimo un incontro per presentare la relazione sullo stato di salute dell'Università di Messina e lo conferma. "Il rapporto evidenzia delle criticità per il passato - ammette il rettore - tanto è vero che sono state già adottate le necessarie correzioni. Avevamo un problema con l'anagrafe degli studenti, ad esempio, non è escluso che anche questo potrebbe aver pesato sulla valutazione. Molti correttivi li abbiamo già adottati, c'è un cambiamento in atto, nella gestione ed organizzazione generale dell'ateneo, che apporterà dei benefici ma che ovviamente richiede tempo perché gli effetti siano visibili".

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