29 lug 2009

MESSINA: AUDIZIONE DEL RETTORE SULLO STATO DI SALUTE DELL'UNIVERSITA'

Inizia puntualissima l'audizione che il rettore, Francesco Tomasello, ha tenuto in Aula Magna. Incontro già fissato da tempo per discutere delle condizioni di salute dell'Ateno, ma che oggi riveste una luce diversa, sullo sfondo dei tagli operati dal ministero."Disagio e amarezza". Sono questi i sentimenti condivisi dai Rettori tagliati fuori dalla ripartizione del 7% del FFO (Fondo Finanziamento Ordinario) destinato alle università. Tante le motivazioni di supporto ai sentimenti. "Anzitutto perchè la ripartizione è stata comunicata prima alla stampa e poi agli interlocutori". E poi è sleale "dare in pasto all'opinione pubblica, poco prima delle immatricolazioni, queste classifiche". "Criteri e parametri definiti frettolosamente e in maniera poco trasparente". E' quanto si legge nel documento redatto ieri, al termine dell'assemblea straordinaria del Comitato Universitario di Coordinamento della Regione Puglia. "Nè può sostenersi che l'acquisizione di 40 crediti da parte degli studenti del primo anno risponda ad un requisito di qualità".Merita poi uno sguardo il criterio "relativo ai laureati occupati senza tenere conto del contesto socioeconomico in cui l'Ateneo opera".Tomasello, sicuro della formazione che l'Università offre ai propri studenti, promette battaglia. E a Roma porterà la questione universitaria meridionale interrogando la Gelmini circa la conoscenza vera e approfondita dei criteri adottati.Sullo stato di salute del nostro ateneo il Rettore ha detto che già “all’atto dell’insediamento dell’attuale governo nel 2004 si sono evidenziate alcune criticità organizzative, amministrative e finanziarie che cronicamente avevano caratterizzato la vita dell’Ateneo e non erano state rimosse né tanto meno erano state attenuate le ricadute negative”. “La prima criticità – ha spiegato il Rettore – era rappresentata dal fatto che l’organizzazione tecnico-amministrativa, le strutture di didattica e di ricerca non agivano come un Sistema unitario; la seconda criticità è stata l’assenza di qualsiasi forma di valutazione, dai dirigenti agli uffici, dalla didattica alla ricerca scientifica; ancora, il reclutamento non aveva a monte alcuna strategia, in quanto si limitava ad una sommatoria delle richieste delle Facoltà, ed i concorsi negli anni 2002, 2003, 2004 si erano totalmente bloccati. Inoltre, si è dovuto fare fronte a spese non previste per diversi milioni di euro ed il patrimonio immobiliare dell’Ateneo era stato al centro di decisioni contraddittorie quali l’acquisto dell’ex Palazzo delle Poste, l’acquisto di appartamenti ed il paagamento di fitti per 1 milione e 339 mila euro l’anno che appesantivano notevolmente il bilancio”.“I bilanci consuntivi negli anni 2004. 2005, 2006, 2007, 2008 sono stati chiusi in pareggio - ha detto il prof. Tomasello -, il rapporto assegni fissi (gli stipendi dei docenti e degli impiegati)-FFO nel 2007 è stato pari al 91,88 ridotto a 76,98 a seguito della legge 143/2004, mentre nel 2008 è stato del 92,15 ridotto al 76,89 sempre per effetto della detrazione operata sul personale di area sanitaria”.

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