9 lug 2009

Termini Imerese: I sindacati: "Stop allo sciopero Fiat"

Cresce la tensione negli stabilimenti Fiat per il piano industriale annunciato dall'ad Sergio Marchionne. In particolare, a Termini Imerese gli impianti oggi sono rimasti ancora chiusi: per il secondo giorno consecutivo gli operai hanno scioperato contro la decisione di riconvertire la fabbrica, sospendendo la produzione di auto, a partire dal 2012. Una vertenza che si profila lunga e dura. Per questo, la Fim-Cisl ha proposto alle altre sigle dei metalmeccanici di sospendere gli scioperi fino all'avvio del confronto che dovrebbe partire a settembre. "Non ha senso - dice il segretario nazionale della Fim, Bruno Vitali - sfiancare e logorare i lavoratori in azioni sindacali non finalizzate. Il negoziato sarà lungo e complesso, meglio quindi tenere le energie per settembre quando inizierà il confronto di merito con la Fiat. La Fim è disponibile a discutere del futuro del sito siciliano a partire dall'attuale produzione della Ypsilon. La discussione deve riguardare i lavoratori dell'intero sito, indotto compreso".Oltre alla sospensione di tutte le azioni di sciopero, il direttivo provinciale della Fim, riunitosi a Termini Imerese, ha stabilito di "rivendicare il mantenimento del sito produttivo a Termini Imerese e della produzione dell'auto e di assumere iniziative, a livello locale, con le segreterie nazionali di categoria, finalizzate a mantenere viva l'attenzione sul sito produttivo di Termini Imerese e vigilare sul rispetto degli impegni assunti dal governo regionale e nazionale".In mattinata ferma la produzione nello stabilimento Fiat a Termini Imerese e nelle aziende dell'indotto. Per il secondo giorno consecutivo gli operai hanno scioperato contro la decisione della Fiat di riconvertire la fabbrica, sospendendo la produzione di auto a partire dal 2012.Ieri a Roma il segretario della Fiom di Termini Imerese, Roberto Mastrosimone, a conclusione dell'incontro tra la Fiat, i sindacati, i rappresentanti della Regione siciliana e del Comune termitano, che si è svolto nella sede del ministero dello Sviluppo ha confermato "l'intenzione del Lingotto di porre fine alla produzione di auto nello stabilimento di Termini Imerese ribadendo l'ipotesi di riconvertire gli impianti". Tutto questo mentre a piazza Barberini i lavoratori protestavano contro le recenti decisioni annunciate dall'azienda.

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