C.A.S.: SOSPESO IL DIRETTORE GENERALE
C'erano voluti due giudici amministrativi, prima il Tar poi il Cga, un paio di inchieste penali, infine la pronuncia del giudice del lavoro, proprio qualche mese fa, perché Olivia Pintabona, dirigente del Cas, fosse nominata direttore generale. Il dirigente si era aggiudicato il posto anni addietro, ma era stata scavalcata da Siracusa, l'altro dirigente, con una nomina su cui la stesso procura della repubblica aveva avanzato parecchi dubbi. Dopo la pronuncia del Tribunale del Lavoro, l'ente di contrada Scoppo aveva sottoposto alla Pintabona il contratto da siglare per entrare in possesso delle funzioni. Contratto che conteneva precise clausole, su cui la Pintabona ha espresso pensanti riserve, pru firmando il contratto stesso. Nei giorni scorsi il presidente Patrizia Valenti aveva chiesto al dirigente di sciogliere le riserve, ma la Pintabona non ha ottemperato alla richiesta. Tra le condizioni giudicate inaccettabili dalla dirigente, una per tutte, la risoluzione del contenzioso dell'Ente, al centro di una profonda crisi, entro tre mesi. Oggi è quindi arrivato il decreto di sospensione per 30 giorni, siglato dallo stesso Presidente del Consorzio. L'Ente di contrada Scoppo è però nel frattempo commissariato. Meglio, una delibera assessoriale ha nominato il commissario ad acta Munafò, ma il decreto assessoriale è ancora in corso di pubblicazione. la Valenti, inoltre, è tra i sei dirigenti del Consorzio che sono stati avvisati dalla Procura di Messina per la gestione degli ultimi anni dell'Ente. Tra le contestazioni mosse alla presidente Valenti, anche quella di nonaver ottemperato all'assunzione della Pintabona, nonostante le pronunce a lei favorevoli, in questi anni, da parte dei diversi giudici che si sono occupati della questione (nel braccio di ferro col Consorsio, la Pintabona è assistita dall'avvocato Raffaele Tommasini).Tra le principali questioni di cui si sta occupando la magistratura per quel che riguarda la gestione del Consorzio, invece, il buco da 12 milioni di euro in bilancio, e la pessima manutenzione delle autostrade, la A20 Messina-Palermo e la A18 Messina-Catania. Stato delle strade talmente scadente da indurre l'Anas a revocare la concessione allo stesso Cas. Poco dopo, la Provincia di Messina, socia del Consorzio, ha annunciato di voler uscire dal Consiglio dell'Ente. La bufera sul Cas, insomma, non pare destinata a placarsi.