21 apr 2009

I LAVORATORI DELLA CASTELLO SCRIVONO A BERLUSCONI E NAPOLITANO

Hanno scritto al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio dei Ministri. Hanno chiesto l’intervento del Prefetto e, guidate da Uil, Cgil e Ugl, continuano a combattere per tutelare il loro posto di lavoro. Non si arrendono le trecento lavoratrici della Castello davanti allo spettro Cassa integrazione straordinaria. Non è servito infatti a sciogliere tutti i nodi relativi alla vertenza l’incontro tenutosi presso l’Ufficio provinciale del lavoro che ha visto riunirsi intorno a un tavolo l’amministratore unico dell’azienda, Giuseppe Pizzino, le Rsu e i rappresentanti sindacali Costantino Amato, per la Uil, Maurizio Zingales, per la Cgil, e Nuccio Ricciardello per l’Ugl. Serio il quadro aziendale che vede la Castello, ormai sofferente da diversi mesi a causa dell’alto costo del lavoro e della contrazione dei consumi legata alla crisi globale, in attesa di approvazione del nuovo piano industriale di rilancio da parte dell’Irfis – Mediocredito della Sicilia. Un piano industriale, studiato e proposto due anni fa, che prevede l’acquisto di un nuovo capannone industriale, la creazione di nuove linee produttive e il recupero delle maestranze locali già incorse in ammortizzatori sociali a causa della dismissione di diverse aziende del tessile presenti sul territorio nebroideo. Un progetto di espansione, che prevede tra l’altro la realizzazione di nuovi punti vendita destinati al mercato estero, che vede nell’acquisto del nuovo capannone industriale il suo punto cardine e per il quale la “Castello” ha richiesto all’Irfis un mutuo ipotecario garantito da un immobile del valore superiore a quello del prestito richiesto. Ma, nonostante le pressioni dei sindacati, nessuna notizia giunge da Palermo, con il risultato che l’azienda si trova ora costretta a ricorrere alla Cassa Integrazione. Un provvedimento non condiviso da Uil, Cgil e Ugl, convinti della necessità di legare il ricorso alla CIGS ad un progetto di rilancio dell’azienda. “Riteniamo necessario – sottolineano Amato, Zingales e Ricciarello- il coinvolgimento del Prefetto e la continuazione della trattativa presso l’Assessorato regionale all’industria al fine di verificare con l’Irfis la praticabilità del progetto presentato”.

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