23 mar 2009

Messina, al Policlinico attivata la diagnostica molecolare di altre dieci malattie genetiche

Sarà possibile diagnosticare e curare 10 malattie genetiche presso i laboratori di Genetica molecolare dell’Unità operativa complessa di Genetica e Immunologia pediatrica del Policlinico di Messina. Nel corso di una conferenza stampa tenutasi stamani, il professor Carmelo Salpietro, direttore dell’Unità, ha presentato con un supporto visivo la diagnostica molecolare di altre 10 malattie genetiche: Di George, Emocromatosi, Fibrosi Cistica, Microdelezioni del cromosoma Y, Febbre Familiare del Mediterraneo, Sordità Genetica non sindromica, Parkinson genetico, Distonia Mioclonica, Joubert, Marfan. Sono state quindi evidenziate le caratteristiche di tali mutazioni e le possibilità diagnostiche di queste patologie, finora non diagnosticabili a Messina e provincia, riguardo alle quali sono pochissimi i centri di diagnosi in tutto il territorio nazionale. Salpietro ha poi evidenziato che “il rapporto tra costi e benefici è vantaggioso per l’azienda, saranno infatti acquistate solo le attrezzature e si avranno ricadute sotto il profilo scientifico e sotto quello didattico per gli specializzandi ”. Tali indagini, avviate con le risorse umane e tecnologiche già disponibili, consentiranno di attrarre pazienti da tutta la Sicilia e da altre Regioni per la diagnostica e per il follow-up, con il coinvolgimento di numerose strutture del Policlinico, oltre a ridurre ulteriormente la migrazione sud-nord. Alla conferenza stampa è intervenuto il Rettore, il professor Francesco Tomasell,o che ha sottolineato come la diagnostica di queste malattie genetiche rappresenti “un valore aggiunto dell’Università di Messina nella sanità regionale. I viaggi della speranza se sono necessari non possono essere discussi, ma in Sicilia ormai risultano poco giustificati”. Il professor Sebastiano Coglitore, direttore sanitario del Policlinico, ha poi evidenziato che i laboratori del nosocomio messinese rappresenteranno non solo un punto di riferimento per l’esatto inquadramento delle patologie, ma anche per la cura, non si tratta di una scommessa ma di una bella realtà”.

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