1 feb 2009

Caccia, ieri chiusura della stagione.LAV: anno nero per la Sicilia,tra le vittime umane un morto e tre feriti

Ieri è terminata la stagione venatoria iniziata in Sicilia il 1° settembre 2008 con un’apertura anticipata in deroga alla legge statale decisa, tra le polemiche, dall’Assessore regionale “per la caccia” on. Giovanni La Via. Ieri gli attivisti della LAV hanno manifestato a Palermo: mascherati da volpi, conigli e uccelli hanno inscenato una singolare battuta di caccia: stavolta le “prede” erano proprio l’Assessore regionale La Via (impersonato da un attivista con al volto una foto del viso dell’Assessore) e due attori-cacciatori (vestiti in mimetica e con fucili-giocattolo). Dopo un “comizio” del finto-Assessore che ha dato il via libera ai cacciatori festanti ad uccidere gli animali, i finti-conigli, volpi ed uccelli si sono “ribellati” e, imbracciati loro i fucili, hanno inseguito l’Assessore ed i suoi amici cacciatori. Ma l’insolita “battuta di caccia” ha un lieto fine: Assessore e cacciatori chiedono scusa - consapevoli della crudeltà che avevano compito - e, quindi, vengono “graziati” dagli animali coi quali, alla fine, stringono la mano/zampa in segno di pace!
Nell’occasione, la LAV traccia un bilancio-shock di 5 mesi di caccia: oltre vittime umane tra morti e feriti (1 morto a Monreale, 2 cacciatori feriti in provincia di Caltanissetta e un agricoltore impallinato a Caccamo); decine di migliaia, invece, gli animali trucidati da 51mila cacciatori appartenenti a ben 28 specie condannate a morte dal calendario venatorio. Trapani, Agrigento, Messina e Catania le province della “caccia selvaggia”; Palermo e Ragusa le province dove il bracconaggio è contrastato con successo dalle Forze dell’Ordine (Carabinieri e Polizia Provinciale di Ragusa). “E’ stato un anno nero per la Sicilia con una stagione venatoria micidiale e sanguinaria per tutte le specie, umane e non – dichiara Ennio Bonfanti, responsabile ‘fauna’ della LAV Sicilia-: abbiamo assistito ad un aberrante attacco alla natura, come mai era accaduto prima. Impennata del bracconaggio che ha colpito anche le zone protette (Parco delle Madonie, Riserve regionali, ecc.). L’Assessore regionale La Via ha una responsabilità enorme - politica, morale e giuridica - per il massacro di questi mesi. Il suo arrogante atteggiamento ed i suoi decreti di liberalizzazione selvaggia della caccia – denuncia Bonfanti – sono stati un chiaro segnale per i cacciatori che si sono sentiti con “le spalle coperte” per una caccia sfrenata. In questa stagione venatoria La Via ha aumentato le specie cacciabili e i periodi venatori, eliminando numerose precedenti limitazioni. Inoltre ha dimostrato una gravissima e totale tolleranza sia verso la caccia di frodo sia per i casi di vittime umane: mai nessuna parola di condanna o cordoglio, infatti, è venuta dall’Assessore!”.

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