14 ott 2008

Legambiente: a Priolo, Milazzo e Gela fondamentale l’applicazione della normativa sul rischio d’incidente rilevante per tutelare cittadini e operai

«Questo incendio solleva ancora una volta la questione dell’applicazione sul territorio nazionale della cosiddetta direttiva Seveso, la normativa sul rischio d’incidente rilevante. La corretta informazione alla cittadinanza e agli operai è infatti il modo migliore per prevenire i pericoli e le conseguenze per la salute». Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente, commenta così la notizia dell’incendio verificatosi ieri pomeriggio nello stabilimento di produzione di energia della Isab Energy di Priolo. Secondo l’inventario nazionale del ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, in Italia gli impianti a rischio d’incidente rilevante, cioè soggetti a possibili incendi o esplosioni, sono a oggi 1.118. Per questi stabilimenti, la normativa vigente prevede che le aziende predispongano un piano di emergenza interno, mentre le prefetture, d’intesa con gli enti locali, devono redigere quello per le aree esterne.«Troppo spesso, però» dice Ciafani, «anche quando il piano esterno esiste, non è adeguatamente comunicato e, di fatto, i cittadini non sanno come comportarsi in caso di incidente». «Questo ennesimo incidente» sostiene Legambiente in una nota, «che per fortuna non ha causato vittime gravi tra i lavoratori e che si aggiunge alla lista di quelli avvenuti quest’anno a Milazzo e a Gela, dovrebbe ricordare a tutti che la dichiarazione di “Area ad elevato rischio di crisi ambientale” e il Piano di risanamento non hanno finora prodotto a Priolo e nelle altre aree industriali siciliane alcuna riduzione dei rischi né un potenziamento delle misure di controllo, informazione, prevenzione e intervento».

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